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I soggetti del giudizio civile risarcitorio

  • Immagine del redattore: Avv.ElisaCarucci
    Avv.ElisaCarucci
  • 18 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Vediamo quali sono i soggetti che possono essere coinvolti in un giudizio civile di risarcimento del danno per diffamazione a mezzo stampa che abbia ad oggetto, ad esempio, un articolo pubblicato su una testata giornalistica, cartacea o telematica.

Ho scritto “possono essere coinvolti” perché questi soggetti sono solidalmente responsabili ovvero la persona che si senta diffamata può scegliere se agire contro uno solo di loro, contro due di loro o contro tutti. Non è dunque necessario che nel giudizio risarcitorio vengano coinvolti e partecipino tutti i soggetti che vedremo.

Essi, dunque, sono: 1) l’autore dell’articolo ritenuto diffamatorio; 2) il direttore responsabile della testata su cui è stato pubblicato l’articolo; 3) l’editore della testata.

Ma la responsabilità di ciascuno di questi soggetti deriva da norme diverse.

L’autore della condotta che viene ritenuta lesiva – cioè l’autore dell’articolo - risponderà in virtù dell’art. 595 III comma c.p. che disciplina il reato di diffamazione a mezzo stampa o dell’art. 2043 c.c., quest’ultimo nel caso in cui il Giudice ritenga l’articolo illecito pur non essendosi integrata la fattispecie penale del reato di diffamazione per carenza di uno dei presupposti della stessa. Il direttore responsabile della testata risponderà per omesso controllo, un reato colposo proprio disciplinato dall’art. 57 c.p.. L’editore risponderà ai sensi dell’art. 11 della legge n. 47/48 (qualche volta ma raramente ho visto evocato anche l’art. 2049 c.c.).

Ovviamente, una volta che il Giudice ritenga configurato il reato di diffamazione aggravata o l’illecito civilistico previsto dall'art. 2043 c.c., prima di passare a valutare l’esistenza del lamentato danno – fase che merita di essere trattata separatamente – dovrà verificare la sussistenza delle c.d. cause di giustificazione e cioè del diritto di cronaca e del diritto di critica. Questo perché, l’esercizio di un diritto esclude la punibilità, come ci ricorda l’art. 51 c.p..

Quindi, cosa farà concretamente il Giudice? Andrà ad appurare se il diritto di cronaca e/o il diritto di critica (a seconda della tipologia di articolo di cui si discute) è stato correttamente esercitato, cioè se ha rispettato i tre fondamentali requisiti: la verità della notizia, la continenza del linguaggio utilizzato e l’interesse pubblico della notizia. Requisiti, questi, che sviscereremo prossimamente poiché non solo contengono al loro interno ulteriori declinazioni di un certo interesse ma si atteggiano anche diversamente a seconda della tipologia di articolo sottoposto al vaglio del Giudice.


 
 
 

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